­

Il bambino e La psicologa complessata

Un bambino di terza elementare viene convocato dalla psicologa su segnalazione di un test psicologico fatto a scuola, uno di quelli nuovi del terzo millennio.

Il bambino, intimorito, si presentò con la mamma davanti a una dottoressa con i capelli dritti e una virgola in Cima ai capelli. due fanali come occhiali. una bocca fine senza labbra, un naso lungo e aquilino.

Lei li fece accomodare nello studio, il bambino era seduto su un'enorme sedia di pelle.

La psicologa, guardandolo con una grossa lente di ingrandimento, osservò la madre e le disse: "Questo bambino ha troppa gioia! Sì sì signora, ha troppa gioia. Bisogna fare un programma per equilibrare la gioia di questo bambino e   dovrà prendere anche delle pastiglie. Sì sì, pastiglie di calma-gioia: sa, signora mamma, le nuovi leggi non permettono tutta questa gioia, possono distrarre il bambino a scuola e poi finisce che si droga. A quel punto non farà niente di buono nella vita. Sì sì signora mamma, io l'ho studiato nel meeting in America in un master dei bambini con troppa gioia. Sì sì...".

La mamma guardò spaventata la dottoressa e le chiese di vedere anche lei tutta la gioia del figlio; la dottoressa le prese la lente di ingrandimento ed effettivamente dalla lente si vedeva un bambino con un sorriso gigante, due occhi pieni di amore e vispi, grigni dalla bocca di chi sta per esplodere dalle risate.

Il bambino di scatto giró la lente verso la psicologa e disse alla mamma: "Questa signora dice le bugie, mamma! Guarda che naso lungo che ha la psicologica...". In effetti, con la lente, la mamma vide il naso triplicato. La mamma scoppió a ridere così forte che la psicologa iniziò a piangere...

Il bambino, dispiaciuto della smorfia di dolore della psicologa, la calmó e le disse: "Perché tanta tristezza, psicologa?". Poi, con gentilezza, le disse: "Si metta comoda sulla sua enorme poltrona di pelle e si calmi". Le tirò fuori un fazzoletto per le lacrime, la psicologa si scusò e si ricordó che da piccola tutti la prendevano in giro per il naso. Ma il bambino le disse di non preoccuparsi: "So bene cosa intendi, io ho un metodo per farti passare la tristezza. Dottoressa, lei ha il classico trauma della nasona...". La dottoressa guardò il bambino con stupore, ma lo vide così sicuro di quello che diceva che lasció fare. Il bambino le disse: "Ti farò rivivere quei momenti dell'età delle elementari che ti hanno traumatizzato, io so come dovevi reagire e non avresti questi traumi, cara psicologa". Il bambino preparó una scenetta per simulare il trauma infantile.

Il bambino disse alla mamma: "Fai il ragazzo che diceva alla psicologa nasona, io farò la maestra e tu psicologa interpreta il ruolo della scolara nasona".

La dottoressa, mentre piangeva, rispose in confusione e imbarazzata: "Ok, proviamo a vedere se riesci a curarmi... Proviamo...".

Il bimbo disse alla mamma: "Vai, parti!".

La mamma urlò alla psicologa: "Ehi tu! Nasona, nasona!".

La psicologa non tenne l'emozione e pianse disperata. Il bimbo inizió a ridere e tutto funzionò. Allora la psicologa gli disse di non dire in giro che era una nasona e disse alla mamma, che anche se il bambino aveva troppa gioia, il suo test andava bene: "Manderò una comunicazione a scuola" le assicurò, chiedendole di non raccontare in giro del fatto che lei era psicologicamente debole per via del naso.

Il bimbo uscì pieno di gioia della psicologa, fece un occhiolino alla mamma e le disse di non preoccuparsi perchè le persone più complessate cercano problemi nelle altre persone. Le disse anche che la sua gioia è così tanta "perché quando sarò grande dirigerò una fabbrica di gioia e amore. Gesù mi vuole così". Cuor contento, ciel aiuta.

Lasciamo i bambini vivaci vivere la loro gioia! Una volta le famiglie erano composte da 5/6 fratelli e le madri li hanno sempre tirati su, sempre bene, senza l'aiuto di psicologi o terapie. Viviamo in modo semplice se non ci sono problemi gravi e evidenti che tutte le mamme sanno riconoscere.

Per le psicologhe serie e attente: non prendetevela, è solo una storiella per giustizia di chi non può replicare. Lo faccio io al posto loro.

Roberto

Roberto R15 +++
­